6 giugno 2017

Presentazione del Ventiseiesimo Cahier di TRACCE CAHIERS D'ART

Presentazione del 26° Cahier
di TRACCE CAHIERS D'ART
a cura di Marianna Montaruli e Beniamino Vizzini

6 Giugno 2017

LA SCALA DEI TURCHI. Servizio a cura di Giuseppe Taibi - FAI Agrigento.
Pagine 42 - 49 di Tracce Cahiers d'Art n. 26 Estate 2017


Il 26° cahier di TRACCE CAHIERS D'ART Rivista d'Arte pubblicato per la Primavera Estate 2017 ha concentrato il focus della sua documentazione sul carattere di trascendenza estetica rinvenibile, tanto nella rivalutata inattualità della pittura italiana dell’Ottocento, quanto nell’avventurosa periegesi della mimesi pittorica svoltasi entro i confini della penisola italiana, dall’alba del Medioevo al XVIII secolo. 

Copertina del N. 26 di TRACCE CAHIERS D'ART Estate 2017

L'opera di FEDERICO FARUFFINI "Toletta antica" del 1865 è esposta nella mostra:
"Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell'Ottocento"
Palazzo Martinengo - Brescia. Servizio pagg. 24 - 41, testi di Beniamino Vizzini

Due sono le Mostre per ciò poste all’attenzione del Lettore: Da Hayez a Boldini. Anime e volti della Pittura Italiana dell'Ottocento, che si tiene a Palazzo Martinengo di Brescia, e Ore Italiane. Un viaggio nell'Arte Italiana dai Primitivi al Rococo che si dispiega attraverso vari luoghi, ad Amiens, Beauvais, Chantilly, Compiègne, oltre a 14 esposizioni collaterali, tra marzo e dicembre 2017, nei Musei dell’Alta Francia. 

ORE ITALIANE. UN VIAGGIO NELL'ARTE ITALIANA DAI PRIMITIVI AL ROCOCO
Musei dell'Alta Francia, Marzo - Dicembre 2017
Servizio su TRACCE CAHIERS D'ART n. 26, alle pagine 68 - 87

Ma l’apertura di questo numero della Rivista è dedicato, con un ampio servizio illustrato con testi e molte immagini pregnanti, ad una grande e originale Mostra a Parigi, al Museo del Luxembourg su Camille Pissarro, dal titolo Pissarro à Éragny. La Nature retrouvée, e sulla sua arte capace di trasfigurare il proprio libero pensiero e le più intime impressioni di una libera e rustica natura in Pittura assoluta. I testi sono del direttore Beniamino Vizzini di Tracce Cahiers d’Art e del curatore della Mostra Joachim Pissarro.

CAMILLE PISSARRO "Coin du pré à Éragny"1902, huile sur toile cm 60 x 81,3
Presented by Mrs Esther Pissarro, the artist's daughter-in-law, 1951 Royaume-Uni, Londres Tate Britain Gallery Ⓒ Tate, Londres, Dist. RMN-Grand Palais / Tate Photography

Sulla mostra "Pissarro à Éragny. La Nature retrouvée" al Musée du Luxembourg di Parigi
servizio alle pagine 4 - 23 di TRACCE CAHIERS D'ART n. 26
testi di Beniamino Vizzini e Joachim Pissarro

La Rivista ospita, inoltre, la nota sintetica del libro BOSCH di 304 pagine sull’opera di Jheronimus Bosch scritta dall’autore stesso, lo storico dell’arte Marco Bussagli, per affidare alle nostre pagine un compendio della sua articolatissima indagine non solo iconologica che conduce ad una singolare e inedita tesi intorno all’autentico spirito religioso del geniale artista olandese. 
Per quanto concerne, poi, l’arte contemporanea ci sembra che una traccia, ancora, di trascendenza estetica l’abbia conservata la pittura del siciliano Turi Simeti, esposta nella mostra Grandi Opere di Turi Simeti al Palazzo Belmonte Riso di Palermo e che abbiamo illustrato, con l’inserimento di un testo critico di Bruno Corà, curatore della Mostra. 
Lo spazio del bello naturale, dopo il giardino della Kolymbethra, questa volta, è occupato dalla località della Scala dei Turchi di Realmonte in Sicilia, che ci viene raccontata da Giuseppe Taibi, capo delegazione FAI di Agrigento. 
ÁLVARO PIRES DA ÉVORA "Annunciazione", secondo decennio del Quattrocento
Galleria Nazionale dell'Umbria, Perugia - foto: S. Bellu
Servizio alle pagine 64 - 67 di Tracce Cahiers d'Art n. 26. Testo pubblicato a cura della Galleria Nazionale dell'Umbria

Dalla natura ritornando all’arte, oggetto di mirabile contemplazione appare, senza dubbio, L’Annunciazione del Maestro portoghese Álvaro Pires da Évora, donato alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, grazie a un generoso lascito di Franco Buitoni (1934-2016) noto imprenditore, nonché grande mecenate nel mondo della cultura.

In copertina, infine, si vede "Toletta antica" di FEDERICO FARUFFINI del 1865, opera esposta nella mostra Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento e, sulla quale, all’interno del cahier figura un breve intervento critico di lettura da parte del direttore Beniamino Vizzini

TRACCE CAHIERS D'ART N. 26 - ESTATE 2017
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16 maggio 2017

Una nota di circostanza per la Biennale d'arte contemporanea di Venezia Di Beniamino Vizzini, Tracce Cahiers d'Art


Di ciò di cui nulla può essere detto bisognerebbe tacere e ciò di cui bisognerebbe, massimamente, tacere sono i misteri iniziatici dell’arte contemporanea celebrati sotto il sole mediatico di periodiche manifestazioni mondane come i biennali appuntamenti dell’Esposizione internazionale d’arte contemporanea di Venezia. 

I misteri antichi esigevano un’iniziazione esoterica e notturna che imponeva il silenzio. I misteri dell’arte contemporanea si svolgono sempre sotto i fasci della luce sfolgorante dei mass-media e, dunque, entro cerimoniali e rituali perennemente avvolti in un profluvio incessante di parole anzi, la Parola è l’idolo che sovrasta, troneggia, regna dappertutto. 

“Il discorso sull’arte prevale sulle immagini, l’arte è diventata meta-arte, sur-arte. Al punto che la maggior parte di ciò che viene esposto risulta incomprensibile senza un debito apparato di spiegazioni. Come siamo arrivati a questa supremazia del linguaggio razionale su quello muto e irrazionale delle immagini? Perchè a poco più di un secolo di distanza dalle avanguardie storiche, che avevano mandato in soffitta un’idea di pittura come mimesis della realtà, siamo circondati da opere che della realtà propongono il calco più triviale?”. 

Se lo chiede con candida innocenza Simona Maggiorelli nel libro di cui è autrice, significativamente intitolato “Attacco all’arte. La bellezza negata” e che esce, forse non casualmente, quest’anno in concomitanza con la 57ª fiera veneziana della Kallifobia contemporanea. Esiste altra epoca in cui la volgarità dell’utile e la bruttezza delle funzioni siano diventate valori così incommensurabili e l’inutilità della bellezza oggetto di così tanto odio e disprezzo? Se manca una persuasione autentica si deve ricoprire tutto di retorica, perchè il tutto è falso, come diceva, contro Hegel, il filosofo di Francoforte. 

A nessuno piace ricordare come l’arte, in passato, sia stata fra le altre cose anche creatività improduttiva, men che meno all’artista odierno al quale interessa valorizzare la propria opera inserendola nel circuito magico del mercato dell’arte contemporanea poiché, in sé, non vale per quel che è ma per quel che potrebbe rendere se inserita bene nel sistema complessivo di questo circuito se, insomma, diviene produttiva di status, di profitto e di denaro. 

In altri tempi l’arte fu creatività improduttiva, non finalizzata alla produttività o alla ricerca di un risultato a tutti i costi originale e innovativo. L’arte fu creatività fine a se stessa, espressione individuale di una dimensione universalistica di spiritualità, alla ricerca di una perfezione tecnica ineguagliabile, come valore intrinseco al suo stesso fare, che persuadeva e incantava i suoi committenti. L’arte era attività che produceva bellezza e, per questo motivo, veniva ricercata e richiesta. Ma la bellezza ha il difetto di essere rara; una rarità difficile a farsi; occorre fatica, studio, tormento, virtuosità e, persino, talvolta, un talento speciale chiamato genio. La bellezza dell’arte possedeva un’aura dalle caratteristiche indiscutibilmente aristocratiche, le quali non potevano non risultare invise nell’era della democrazia e della massificazione industriale. L’arte se voleva sopravvivere doveva divorziare dalla bellezza e così è stato, ma ciò che è sopravvissuto sembra non essere più davvero riconoscibile nei suoi lineamenti di una volta. 

“Il linguaggio muto e irrazionale delle immagini”. Le immagini non costituiscono un linguaggio, piuttosto il linguaggio è sempre quello razionale della parola o, funzionale e parimenti significante del segno. L’immagine appunto non è parola né segno, essa è mimesis della realtà interiorizzata o, in tal modo, almeno si presentava nella cornice dell’opera d’arte, isolata dal contesto della quotidianità della vita reale. Mandata in soffitta l’idea di pittura come mimesis della realtà, ecco che siamo circondati da opere che della realtà propongono il calco più triviale, come quelle che non finiscono ormai più di allietarci nelle frenetiche calli veneziane, fino ad oggi, dalla lontana e fatidica Biennale del 1964.

16 aprile 2017

Pasqua 2017. AUGURI da TRACCE CAHIERS D'ART. IL Nuovo N. 26 della Rivista d'Arte esce a Maggio 2017

Tracce Cahiers d'Art
Il Nuovo N. 26 della Rivista d'Arte esce a Maggio 2017
Leda e il Cigno, anello d'oro con sigillo, II sec. a. C. Museo Benaki, Atene - Grecia

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della Rivista d'Arte stampata
su Mostre, Artisti, Musei, Luoghi della Natura e dell'Arte

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1 aprile 2017

Beniamino Vizzini: Gli Ulivi del Salento. Una variabile impazzita? Arte e Paesaggio. Tracce Cahiers d'Art rivista d'arte, 1 Aprile 2017

Arte e Paesaggio. Gli Ulivi del Salento
Una variabile impazzita?
di Beniamino Vizzini, Tracce Cahiers d'Art, 1 Aprile 2017


"Produttività, efficienza, ma non per l’uomo. Quanto all’ideale di produttività, bisogna osservare che oggi il suo significato economico è misurato nei termini dell’utilità rispetto alla struttura del potere, non già rispetto alle necessità di tutti" - Max Horkheimer


Fotografia di MAURO MARINOSCI, San Foca - Salento, Puglia Marzo 2017

Come si legge sul sito del FAI “IL 14 Marzo 2017 sarà ricordato per la prima Giornata Nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per promuovere la cultura del Paesaggio e sensibilizzare i cittadini riguardo ai temi e ai valori della salvaguardia dei territori”, oltre che per “dare rilevanza alle azioni virtuose che vengono realizzate dalle comunità locali”. 

Le azioni di resistenza delle comunità locali della Puglia all’espianto degli ulivi per fare spazio a TAP (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto che entro il 2020 dovrà portare il gas dell’Azerbaijan all’Europa, non sarebbero azioni virtuose.

Ma da alcuni sono lette come una variabile impazzita di un sistema in sé razionale, buono, giusto, salvifico e sacrosanto, si veda l’articolo di Chicco Testa su L’Unità tv del 25 marzo 2017 “La guerra (sbagliata) degli ulivi”, dove si afferma essere il TAP un progetto dal carattere strategico enorme, “porta lavoro, investimenti, tecnologia”. Al di là della questione se una certa rappresentazione apologetica del progresso sia condivisibile o meno, un aspetto critico sarebbe capire quale spazio resti ancora alle soggettività individuali (e alle comunità locali) dentro ad una logica globalizzata dei grandi sistemi – come vorrebbe essere l’Unione Europea – integrati da una Governance di carattere eminentemente tecnocratico e totalitario. Totalitario, non in senso ideologico-politico, ma sistemico ovvero, nel senso della totalità che in quanto tale risulta sempre essere maggiore o superiore alla somma delle parti che la costituiscono, cosicché ogni sua parte verrebbe a configurarsi come nient’altro che la variabile di un contesto di variazioni regolate da una razionalità intrinseca. Quella parte determinata che tendesse a volersi sottrarre al suo ruolo di variabile integrata nel contesto d’una totalità le cui variazioni non siano caotiche ma giustificate da una ragione oggettiva e universale, sarebbe una variabile impazzita. 

Ora, che cosa c’è di più soggettivo e particolare della percezione della bellezza di un paesaggio?

14 marzo 2017

Arte e Paesaggio. AL TEMPO D'ARMONIA di Beniamino Vizzini per la GIORNATA NAZIONALE DEL PAESAGGIO su Tracce Cahiers d'Art

Arte e Paesaggio
Tracce Cahiers d'Art per la Prima Edizione in Italia
della Giornata Nazionale del Paesaggio

Per la Prima Giornata Nazionale del Paesaggio del 14 Marzo 2017, TRACCE CAHIERS D'ART pubblica il testo di Beniamino Vizzini, dal titolo "Al Tempo d'Armonia. Estetica ed Etica del Bello Naturale" 
Agrigento, Valle dei Templi, Tempio della Concordia
È stato premiato il progetto AGRI GENTIUM: Landscape Regeneration


Nella locandina: Siena, Pinacoteca Nazionale, IL Sassetta "Città in riva al mare", 1423-'25

“IL Paesaggio non ha proprietari,
e il viandante apprezza la relativa libertà”, H. D. Thoreau

IL 14 marzo 2017 si tiene la Prima Edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio, presentata presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con oltre 170 iniziative in tutta Italia e la cerimonia per la consegna del premio Paesaggio italiano nel Salone Spadolini del Collegio Romano. Un momento istituzionale importante per il riconoscimento del valore che può assumere, nell’ambito delle tematiche di impegno civile sui problemi dell’ambiente e del territorio, il tema dell’estetica del Paesaggio o, della sua bellezza.
Tema che ha acquistato rilevanza e centralità nella riflessione della nostra Rivista con l’editoriale di apertura del venticinquesimo Cahier di TRACCE CAHIERS D'ART Autunno - Inverno 2016 scritto dal direttore Beniamino Vizzini, dal titolo “Al tempo d’armonia. Estetica ed etica del bello naturale” che qui di seguito riportiamo, a conferma della volontà di continuare a svolgerne tutte le implicazioni legate soprattutto al rapporto fra territorio, ambiente e paesaggio, nella proposizione di un binomio, criticamente inteso e sospeso tra bello artistico e bello naturale, sintetizzato qui con la sigla convenzionale di Arte e Paesaggio.

Al Tempo d'Armonia
Estetica ed Etica del Bello Naturale

direttore di Tracce Cahiers d'Art

Nei primi anni Settanta, a sorpresa, nella Ästhetische Theorie, Adorno rivalutava la categoria del bello naturale, di cui la filosofia moderna e la teoria dell’arte, già dai tempi dell’idealismo post-kantiano, avevano sancito l’irrilevanza per l’estetica. Il bello naturale, secondo Adorno, merita di venir ripreso perché in esso è ravvisabile una traccia del non identico, di ciò che riesce a sfuggire alla presa possessiva del concetto che tutto a sé mira a ricondurre, finendo per provocare la volatilizzazione delle cose. Ma la natura, di cui Adorno parla, non è la natura selvaggia né la natura addomesticata da mani umane. Il bello naturale è qualcosa che, rinviando ad uno spazio immaginativo distante dall’evidenza della natura empirica, deve essere inteso come cifra di un’utopia o allegoria della natura quale potrebbe porsi in essere entro un mondo diverso, altro, nella prospettiva della redenzione. 

Compito di chi si pone di fronte alla natura sarebbe di coglierne la potenzialità d’essere espressione dell’inesprimibile. Chi è davvero sensibile al bello naturale somiglia a colui che – dicono i versi di Baudelaire – “…intende la segreta lingua dei fiori, e delle cose mute”. Al pari di colui che ammira l’enigmatica bellezza dell’arte, chi ama il bello naturale ascolta in esso, esattamente come in un’opera d’arte o, nella musica, il senso arcano d’una lingua senza parole, l’eco di nessuna voce. Perciò, l’arte non è tanto imitazione della natura quanto, imitazione del bello naturale e sua allegoresi. Ecco perché l’arte soprattutto moderna ha dovuto lottare contro l’inerzia di un linguaggio che si crede “naturale“ mentre è solo asservito alla routine. L’arte si rivela soltanto al di fuori di ogni obbligo a rendersi comunicabile e facile da capire. 

12 marzo 2017

MARZO 2017. MUSEI ITALIANI E CREATURE FANTASTICHE su TRACCE CAHIERS D'ART

Musei Italiani e Creature Fantastiche
Marzo 2017 è il mese del risveglio delle
Creature Fantastiche nei Musei Italiani  
Parma, Galleria Nazionale, JAN SOENS, Bois-le-duc
"Cacciata dal paradiso terrestre" (particolare), 1575 - 1590


Alla scoperta delle Creature Fantastiche che gli Artisti hanno rappresentato nel corso dei secoli in dipinti, vasi, sculture e arazzi nelle straordinarie Collezioni dei Musei Italiani. La campagna è promossa dal Mibact, per meglio conoscere e visitare gli oltre 400 Musei e Luoghi dell'Arte e della Cultura statali in tutta Italia. http://www.beniculturali.it/marzoalmuseo
#CreatureFantastiche #MARZOalMuseo

1 febbraio 2017

La Divina Commedia di Venturino Venturi a Villa Bardini, Firenze. Di Beniamino Vizzini, 1 Febbraio 2017

La Divina Commedia di Venturino Venturi
a Villa Bardini, Firenze

di Beniamino Vizzini, 1 Febbraio 2017


Venturino Venturi
Dove si varca, olio su carta, cm 100 x 70, s.d. Collezione privata

"Con l'ali aperte, che parean di cigno, volseci in su colui che sì parlonne
tra due pareti del duro macigno" Dante, Purgatorio, XIX 46-48

La mostra sulla Divina Commedia di Venturino Venturi curata da Lucia Fiaschi, direttrice dell’Archivio e del Museo Venturino Venturi, espone per la prima volta 54 opere a olio su carta disegnate da Venturi, accolte nella splendida cornice naturalistica e architettonica di Villa Bardini a Firenze.

Sono disegni eseguiti per un’edizione della Divina Commedia realizzata nel 1984 da Edizioni Pananti di Firenze e ideati insieme al raffinato poeta dell’ermetismo Mario Luzi, nei quali sono rappresentate alcune terzine dantesche scelte dallo stesso Luzi con lo scrittore e saggista Giancarlo Buzzi, destinate a comporre l’edizione della Divina Commedia del 1984 per l’approssimarsi della ricorrenza dei 720 anni dalla nascita del sommo poeta che cadeva nel 1985.

Legati da profonda amicizia, Venturino Venturi e Mario Luzi concepirono insieme il progetto di ridisegnare, in chiave contemporanea, l’immortale poema dantesco imprimendo sul linguaggio delle tre Cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) una riflessione visiva ed espressiva da cui scaturisce un risultato singolarmente affascinante, che permette di interrogarsi ancora sulla natura dei messaggi contenuti nella Commedia e proporne una rinnovata lettura.


Venturino Venturi
Paolo e Francesca, olio su carta, cm 100 x 70, 1984, Collezione privata

"...Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona
che mi fu tolta…e 'l modo ancor m'offende, Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona"
Dante, Inferno V 100-105

"E quello a me: Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice
né la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. Ma s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto, dirò come colui che piange e dice..." Dante, Inferno V 121-126

Luzi scrisse che Venturi “aveva condotto mirabilmente, tra chiari volumi, luminose assenze di volume, tracce, aggregazioni e rarefazioni di segni, la sua schermaglia contro il limite, contro l’insufficienza umana del mezzo che insegue per catturarlo il linguaggio della luce, della danza, della assoluta quiete contemplativa”.

14 dicembre 2016

DICEMBRE 2016 - È uscito il Nuovo N. 25 di TRACCE CAHIERS D'ART Rivista d'arte a cura di Marianna Montaruli e Beniamino Vizzini - Edizioni d'arte Félix Fénéon

Tracce Cahiers d'Art
È uscito il Nuovo N. 25 della rivista
a cura di Marianna Montaruli e Beniamino Vizzini

Dicembre 2016
Foto della copertina di Tracce Cahiers d'Art N. 25 con un olio su tela di PAUL SIGNAC

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In copertina del Nuovo N. 25 di TRACCE CAHIERS D'ART rivista d'arte:
Paul Signac "Sainte-Anne (Saint-Tropez)", 1905, olio su tela, cm 73 x 92

Editoriale"Al tempo d'armonia. Estetica ed etica del bello naturale", 
di Beniamino Vizzini

IL Bello NaturaleIL Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi di Agrigento. L'intervista al direttore, Giuseppe Lo Pilato, a cura di Marianna Montaruli e Beniamino Vizzini. Reportage fotografico del Giardino.

Gli acquerelli di Paul Signac:
La rivista pubblica un'ampia selezione di acquerelli esposti nella mostra "Paul Signac. Riflessi sull'acqua" al Museo MASI di Lugano e il testo dal titolo "Paul Signac, la passione di una famiglia di collezionisti" scritto da Marco Franciolli, direttore del Museo MASI di Lugano, Sylvie Wuhrmann, direttrice della Fondation de l'Heritage di Losanna e da Marina Ferretti Bocquillon, curatrice della mostra. 


PAUL SIGNAC "Antibes, vue de La Salis", 1910, acquerello, penna e inchiostro di china
cm 31,5 x 44. Collezione privata. Fotografia: Maurice Aeschimann


PAUL SIGNAC "Rotterdam. Le Moulin du canal", 1906, acquerello
cm17 x 24,2. Collezione privata. Fotografia: Maurice Aeschimann

Avanguardie di fine OttocentoAmpia documentazione della mostra I NABIS, GAUGUIN E LA PITTURA ITALIANA D'AVANGUARDIA al Palazzo Roverella di Rovigo. Le opere pubblicate sono di Emile Bernard, Paul Gauguin, Daniel de Monfreid, Félix Vallotton, Maurice Denis, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati. IL testo "I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d'avanguardia" è stato scritto da Giandomenico Romanelli, curatore della mostra.

ECFRASIL'opera di GINO ROSSI, "Barene a Burano". Testo di Beniamino Vizzini dal titolo: "Barene a Burano di Gino Rossi al Palazzo Roverella di Rovigo".


GINO ROSSI (Venezia 1884 - Treviso 1947) "Barene a Burano", 1912 - 1913
Verona, Fondazione Domus per l'arte moderna e contemporanea 

Arte contemporanea:
La mostra "RITMO SOPRA A TUTTO. IL Museo MA*GA di Gallarate festeggia i suoi primi 50 anni". Le opere pubblicate sono di: Gillo Dorfles, Enrico Trampolini, Augusto Garau, Gianni Monnet, Enrico Baj.


Foto di due pagine della rivista TRACCE CAHIERS D'ART n.25 dedicate alla mostra
RITMO SOPRA A TUTTO al Museo MA*GA di Gallarate (Varese)

11 novembre 2016

Su TRACCE CAHIERS D'ART l'intervista a Giuseppe Lo Pilato direttore del Giardino della Kolymbethra - Bene del FAI, Agrigento

Sulle pagine di Tracce Cahiers d'Art 
l'intervista a Giuseppe Lo Pilato 
direttore del Giardino della Kolymbethra
Valle dei Templi, Agrigento


Giardino della Kolymbethra, Valle dei Templi, Agrigento


La rivista d'arte TRACCE CAHIERS D'ART in occasione dell'uscita del 25° cahier autunno - inverno 2016 pubblica uno spazio speciale riservato al Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento con l'intervista al direttore Giuseppe Lo Pilato. 

Bene storico, naturalistico e paesaggistico di grandissimo rilievo, il Giardino della Kolymbethra, piccola valle situata nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, è stato affidato al FAI in concessione gratuita dalla Regione Sicilia per un periodo di 25 anni. tra i Beni FAI nel Sud Italia, autentico gioiello archeologico e agricolo della Valle dei Templi, tornato alla luce dopo decenni di abbandono, è un giardino straordinario

6 novembre 2016

L'Apocalisse secondo Enrico Baj al Palazzo Leone da Perego / MA*GA di Legnano (Milano)

L'Apocalisse secondo Enrico Baj
Al Palazzo Leone da Perego / MAGA di Legnano


di Beniamino Vizzini, 6 novembre 2016


Enrico Baj "Guernica d'après Picasso", 1984, acquaforte e acquatinta a colori, cm 60x100

Dopo la retrospettiva di Enrico Baj recentemente tenuta ad Aosta, Palazzo Leone da Perego / MA*GA di Legnano (Milano) ospita, dal 6 novembre 2016 al 26 febbraio 2017, la mostra “Mirabili mostri. L’Apocalisse secondo Baj”. La rassegna, curata da Emma Zanella, Roberta Cerini Baj e Chiara Gatti, organizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano e l’Archivio Baj di Vergiate (Varese), rientra a pieno titolo nella linea espositiva del Polo museale dell’alto milanese per l’arte contemporanea che unisce in un unico progetto culturale le due sedi del MA*GA di Gallarate e il Palazzo Leone da Perego di Legnano, focalizzandosi sui grandi artisti

27 ottobre 2016

Riflessioni: Giappone/Italia. Le opere di OKI IZUMI e MAURO BELLUCCI in mostra alla Esh Gallery, Milano

Riflessioni: Giappone/Italia
Le opere di Ōki Izumi e Mauro Bellucci
in mostra alla Esh Gallery di Milano 


Ottobre 2016
Tracce Cahiers d'Art rivista d'arte invita i suoi Amici e Lettori a visitare una mostra unica, delicatissima e poetica di due artisti che stimiamo. 

RIFLESSIONI: GIAPPONE/ITALIA. Opere di Ōki Izumi e Mauro Bellucci è il titolo della mostra presso la ESH GallerySi è inaugurata il 25 ottobre e proseguirà fino al 24 Novembre 2016 a Milano, in Via Forcella 7 (Zona Tortona). www.eshgallery.com

L'esposizione: 
ŌKI IZUMI propone le sue raffinate sculture di vetro industriale e MAURO BELLUCCI i suoi collages in carta nepalese. 

17 ottobre 2016

HENRI FANTIN-LATOUR in mostra a Parigi al Musée du Luxembourg. Servizio su TRACCE CAHIERS D'ART. IL Nuovo N. 25 della rivista d'arte esce a Novembre 2016

Henri Fantin-Latour, "À fleur de peau"
Musée du Luxembourg, Paris

Ottobre 2016 - La pittura di Fantin-Latour è in mostra al Musée du Luxembourg di Parigi. La rivista Tracce Cahiers d'Art sul nuovo N. 25 a stampa, in uscita a Novembre 2016, pubblica un ampio servizio con le opere dell'esposizione e i testi dei curatori della mostra: Xavier Rey, Laure Dalon e Guy Tosatto

Affiche de l'exposition
Ⓒ Rmn-Grand Palais, Paris 2016

La Peinture de FANTIN-LATOUR au musée du Luxembourg à Paris est sur les pages du nouveau numéro 25 - novembre 2016 de la revue Italienne Tracce Cahiers d'Art.

VIDEO Grand Palais: FANTIN-LATOUR, entre poésie et réalisme



VIDEO Grand Palais: FANTIN-LATOUR, l'exposition 

13 ottobre 2016

Per DARIO FO dalla rivista Tracce Cahiers d'Art. ViVa l'Arte e la Cultura

Per Dario Fo
dalla rivista Tracce Cahiers d'Art

Ottobre 2016 - Noi della rivista Tracce Cahiers d'Art vogliamo ricordare DARIO FO

2 settembre 2016

"1984. Evoluzione e rigenerazione del writing" è il titolo della rassegna sul Graffitismo urbano alla Galleria Civica di Modena, in collaborazione con la Biblioteca d'arte Poletti. In corso fino al 18 Settembre 2016

1984. Evoluzione e rigenerazione del writing
Una grande mostra sul Graffitismo urbano
alla Galleria Civica di Modena
in collaborazione con la Biblioteca d'arte Poletti

di Beniamino Vizzini, 2 Settembre 2016


Zelle Asphaltkultur, senza titolo, photo courtesy of the artists

La Biblioteca civica d’arte “Luigi Poletti” di Modena, che vanta uno dei più importanti patrimoni a livello nazionale per quanto riguarda la documentazione di writing e street art, ha offerto la sua collaborazione per l’apertura della mostra alla Galleria Civica di Modena, che indaga sul fenomeno dell’arte urbana, con il titolo “1984. Evoluzione e rigenerazione del writing” e a cura di Pietro Rivasi. In corso fino al 18 Settembre 2016.

La rassegna, dà grande rilievo all’aspetto più controverso dell’arte di strada: gli “interventi non commissionati” nello spazio pubblico. Grazie a una forte presenza di materiale fotografico e video sarà possibile riflettere sul senso di uno tra i fenomeni più eccentrici e spontanei dell’arte contemporanea. Una pratica d’azione espressiva diretta,

28 agosto 2016

28 Agosto 2016 #Museums4ITALY. Giornata Nazionale della Solidarietà a sostegno delle Regioni colpite dal terremoto

Museums for Italy
Giornata Nazionale di Solidarietà
Domenica 28 Agosto 2016
I Musei Statali Italiani e molti Musei Civici e Privati
offrono un sostegno concreto alle Regioni colpite
#Museums4Italy


La Rivista Tracce Cahiers d'Art è anche su Twitter con aggiornamenti e documentazione del lavoro degli Artisti, del mondo dell'Arte e dei Beni Culturali. Seguici su Twitter a questo indirizzo @MailTracce

18 agosto 2016

Gli Amici di Tracce Cahiers d'Art.
Dalla California, Larry Killen, in arte LARK con "Garden Encounter", 2016

Larry Killen, in arte LARK
da Vacaville, California su Tracce Cahiers d'Art

a cura di Marianna Montaruli, 18 Agosto 2016


Larry Killen, in arte LARK, vive a Vacaville, nella contea di Solano, nel Nord della California. IL suo lavoro artistico – acquerelli, matite colorate e pastelli su carta di piccole e medie dimensioni – che ama accompagnare con brevi componimenti poetici ed aforistici, si può seguire su Twitter

5 agosto 2016

La coppa di Varapodio torna al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Museo Archeologico Nazionale
di Reggio Calabria
Torna dal Metropolitan di New York al Museo MArRC 
la coppa di età ellenistica di Varapodio

a cura di Marianna Montaruli, 5 Agosto 2016


«Torna al Museo la coppa di Varapodio, in prestito, per alcuni mesi, al Metropolitan Museum of Art di New York – afferma il Direttore Carmelo Malacrino. Il reperto sarà esposto dal 6 Agosto 2016, insieme al prezioso corredo funerario ritrovato nel 1904 nel comune aspromontano". 
PIÙ INFO su: www.yescalabria.com 

Il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria rappresenta uno dei rari esempi di edificio progettato e realizzato per accogliere collezioni museali. Palazzo Piacentini si affaccia sulla Piazza De Nava, nel centro storico della città.

Il MArRC è uno dei Musei archeologici più rappresentativi del periodo della Magna Grecia, con importanti collezioni, noto al mondo grazie all'esposizione permanente dei famosissimi BRONZI DI RIACE,

16 luglio 2016

"D'Aprés Goya" di VARLIN al Palazzo Bentivoglio di Gualtieri.
Di Beniamino Vizzini

"D'Aprés Goya" di VARLIN
di Beniamino Vizzini
16 Luglio 2016

In occasione della mostra "Varlin. Dipingere la vita", a cura di Sandro Parmiggiani, a Palazzo Bentivoglio, sede permanente del Museo Antonio Ligabue, Gualtieri (Reggio Emilia)


VARLIN (Willy Leopold Guggenheim) "D'Aprés Goya", 1970

Dopo Goya, la condizione esistenziale dell’uomo, nella storia, non sembra affatto essere cambiata; lo stesso grido d’angoscia, la stessa follia, la stessa profonda pietà, agitano le due allucinate teste urlanti nella figurazione sfigurante e tragica di Varlin. Questo quadro esposto, insieme a circa 40 opere dell’artista svizzero, nella mostra "Varlin. Dipingere la vita", a cura di Sandro Parmiggiani, fino al 17 luglio 2016 al Palazzo Bentivoglio di Gualtieri (Reggio Emilia), ci restituisce l’espressionistica esteriorizzazione d’una rivolta anarchica, ben viva nel cuore della tensione creatrice di un pittore, “stralunato e geniale” (come l’aveva definito Roberto Tassi) cui fu Léopold Zborowski a fornirgli – non per caso – il nome d’arte Varlin, in ricordo dell’eroe e martire anarchico della Comune di Parigi, che aveva rovesciato la colonna Vendôme assieme a Courbet. Il vero nome di Varlin era Willy Leopold Guggenheim. 

Il suo quadro “D’Aprés Goya” del 1970, reso con rapide pennellate informali e deformanti, composto d’una tavolozza ridotta a bianchi sporchi, neri e ocra, con qualche traccia di gialli e rossi, proprio al modo delle “Pitture Nere” nella Quinta del Sordo del grande genio aragonese di Fuendetodos,

Inseguire la modernità? Marche doucement sur la Terre, elle est sacrée

Inseguire la modernità?
"Marche doucement sur la Terre, elle est sacrée", J.Y. Leloup

di Beniamino Vizzini, 16 Luglio 2016

Arte Romana, La Primavera o Flora, Museo Archeologico Nazionale, Napoli
Arte Romana Imperiale, Affresco, Foto Scala, Firenze
su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Ad altri spetterà l’obbligo di accertare le responsabilità per il disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sulla linea Corato-Andria in Puglia. A noi di Tracce Cahiers d’Art invece tocca il dovere di fermarci un attimo a riflettere sulle ragioni più complessive che spiegherebbero il perché di quanto accaduto. Sembrerebbe farsi strada nell’opinione pubblica il senso comune per cui una simile tragedia si sarebbe verificata a causa del grave ritardo infrastrutturale e tecnologico che caratterizza le regioni meridionali d’Italia. Insomma, sarebbe stata tutta colpa d’una carenza di modernizzazione con relativa carente tecnologia in grado di garantire strutturalmente la sicurezza e, dunque, il problema si risolverebbe inseguendo più tecnologia ovvero, più modernità nelle aree emarginate e meno moderne del Paese. 

Tale “senso comune” non manca indubbiamente di logica e di razionalità ma proviamo, per un momento, a rovesciarne l’assunto principale ed a riflettere sull’altra faccia nascosta della luna… e se fosse proprio la modernità o i processi sempre più accelerati di modernizzazione a provocare effetti di emarginazione, di inefficienza e di abbandono in aree sempre più estese del pianeta?

3 luglio 2016

THE LOST ART OF DRAWING. L'ARTE PERDUTA DEL DISEGNO.
Disegni inediti di Architettura dell'Archivio Storico dell'Accademia di
Belle Arti di Roma in mostra al Centro Studi Americani

Ringraziamo il prof. Marco Nocca per averci segnalato la mostra romana L'Arte perduta del Disegno

IL DISEGNO PERDUTO

a cura di Marianna Montaruli, 3 Luglio 2016 

La mostra
THE LOST ART OF DRAWING – L’ARTE PERDUTA DEL DISEGNO realizzata in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Roma e con l’Harvard Club of Italy aperta fino all' 8 luglio 2016 presso il Centro Studi Americani, via Michelangelo Caetani 32, Roma, raccoglie disegni e bozzetti inediti della Scuola di Architettura di fine ‘800 provenienti dalla collezione del Fondo Storico dell’Accademia. Sono esposti 36 fogli di giovani architetti della Roma Umbertina, alcuni dei quali destinati a diventare protagonisti della trasformazione della Città dei Papi nella nuova capitale laica del Regno d’Italia. Si tratta soltanto di una parte di tutti i disegni ritrovati negli Archivi dell’Accademia di Belle Arti e che hanno rischiato di essere perduti per sempre chiusi dentro a un sacco pronti ad esser gettati via. 

Erano rimasti per lungo tempo in scatoloni accatastati a terra ben 72 disegni di ottima fattura e di perfetta esecuzione che rappresentano “un vero tesoro”

19 giugno 2016

Creare un'armonia. IL "ritorno all'ordine" nell'estetica di GINO SEVERINI. Di Beniamino Vizzini

Creare un'armonia
Il "ritorno all'ordine" nell'estetica di 
GINO SEVERINI

19 Giugno 2016

GINO SEVERINI (Cortona 1883 - Parigi 1966)
"Natura morta con ruderi, piccione e statua", 1931, tempera su cartoncino

La mostra "SEVERINI. L'Emozione e la regola", a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, 
si tiene alla Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo - Parma  
dal 19 marzo al 3 luglio 2016 www.magnanirocca.it

La catastrofe dell’arte moderna e contemporanea coincide con la scomparsa di ciò che ho voluto chiamare, la sua utopia; il momento, nell’opera d’arte, per cui essa trascende la realtà (vedi l’editoriale del 21° cahier di Tracce Cahiers d’Art). 

Da attività creatrice, mossa dalla pulsione espressiva in antitesi dialettica con la pretesa obiettività del dato reale, l’arte, che si estrinsecava nella dimensione dell’opera grazie alla virtù della padronanza nell’uso dei mezzi tecnici del dipingere o dello scolpire, diviene ora nient’altro che un semplice organo della comunicazione. Integralmente ridotta alla sfera della socializzazione comunicativa, l’opera d’arte appare unicamente quale mera semiosi perdendo così anche, solo, la memoria di ciò che ne rendeva enigmatica e misteriosa la pura, nuda, silenziosa presenza o, parousia aesthetica, in cui, tuttavia, consisteva la sua irresistibile e imperiosa attrattiva sulla coscienza del riguardante.

Nella misura relativa alla sua autonomia l’arte rivela d’essere il dominio dell’immaginazione dove le forme sensibili del reale empirico acquistano un’altra natura, quella che nasce dalla messa in opera di un principio creativo e dialettico della libertà, come spontaneo, incondizionato, impulso all’espressione che si esplica nella determinatezza, appunto, di una forma costruita e composta con gli strumenti dell’operare artistico. La creazione spontanea si converte in opera d’arte ponendo così, le condizioni per creare, al suo interno, un’armonia ovvero, un ordine in cui tutte le sue parti, senza coercizione alcuna, si ricompongono insieme in unità dalla quale promana l’aura, o lo splendore, della sua medesima astanza.